Ieri
Una giostra all’ anello si svolse per la prima volta il 10 giugno 1557 in occasione della posa della prima pietra per la costruzione della Massa Nova o Cybea ad opera del Marchese Alberico I Cybo Malaspina.
Vi fu anche una corsa di cavalli berberi senza fantino per le strade della città e uno spettacolo di “botti scoppiettanti”, con l’ uso di polvere da sparo, che si svolse nella piazza antistante il Palazzo di Alberico.
La Mattina del 10 giugno 1557 i Marchesi, i dignitari e il popolo raggiunsero la Pieve di San Pietro in Bagnara dove venne officiata una liturgia solenne con musica e canti.
Dopo la cerimonia religiosa si formò una processione: “…ci erano quaranta preti et venti frati, et le monache, li fanciulli et le fanciulle con un brucellato rotondo al braccio di libbre due l’ uno, largo che se lo mettevano al collo, quale li donò il Marchese.”
E la cronaca del tempo recita:”…eraci otto croce et sei gonfaloni, quattro di Massa et due di Carrara, con dodici Palii, quali tutti si tirorno il giorno…”.
Il Corteo passava tra due fitte ali di gente che agitava mazzi di fiori di campo, e tutti raggiunsero poi la località dove si sarebbe svolta la cerimonia della posa della prima pietra delle mura di Massa.
Così ancora recita la cronaca: “…miso una pietra di marmo iscritta el nome del marchese et il millesimo si fece bella oratione et benedicendo il locho, el marchese mise una pietra de marmo biancho lunga uno palmo et scritta Albericho tertio Cibbo Malaspina, l’ altra la mise la marchesa et eravi iscripto Isabetta della Rovere, la terza pietra con Alderano suo figliolo dilecto…”. Guaspar Venturini ancora ci dice “… piantono la prima pietra nella piatta forma che guardava il mare, mettendo ne li fondamenti medaglie in oro et argento, pietre preziose con pietre iscritte, in memoria del principio del baluardo”.
Dopo la cerimonia si diede inizio ad un sontuoso banchetto; e dopo aver mangiato e bevuto il Marchese dispose la disputa di una corsa di cavalli barberi senza cavaliere e poi di una giostra all’ anello.
Una cronaca del tempo narra: “…uno se ne corse i fanciulli…dai dodici anni in giù, l’ altro da venti sino a trenta alla lotta ciovvè alle braccia et poi si passò quello de li cavalli…”.
E così i cavalieri, che erano i giovani figli della nobiltà massese, si cimentarono sino all’ imbrunire per conquistare l’ ambito Palio: “…et durò sino alle sette a correre col cavallo al anello, et fu grande lotta…”.
Il giovane Marchese Alberico I Cybo Malaspina decretò che quel giorno rimanesse famoso nella storia di Massa e che ogni hanno si organizzino feste, libagioni, tornei cavallereschi, a ricordo di questo importante giorno “che ogni anno si abbi a festare”.
Altre tracce documentarie sulla Quintana risalgono al 1563.
Dopo la morte di Elisabetta della Rovere, Alberico convola in seconde nozze con la Marchesa Donna Isabella di Capua, in cui onore si fecero feste a cavallo e all’ anello.
Lo storico Venturini racconta ancora che nella Massa di quei tempi (1575) erano tanti i divertimenti e conferma, in questa sua importantissima dichiarazione, che: “Et tutte le feste si correva lancie, al anello, alla quintana…”




