Le origini
In un antico manoscritto dell’ 882 d.c. sono citati due nuclei abitativi: uno detto di “Massa prope Frigidum” e l’ altro “Curtis di Quarantula”.
Il primo è identificabile con l’ antica stazione di posta romana “Ad Tabernas Frigidas”, dove in quell’ epoca sorgeva l’ hospitium di S. Leonardo non a caso posta lungo l’asse viario più importante del medioevo europeo: la Via Francigena.
Il secondo è identificabile con il luogo dove più tardi sorgerà il Castello di Massa (Castrum) e il borgo arroccato “Curtis di Quarantula” Massa vecchia.
Oggi, a testimonianza dell’ antica cerchia muraria medioevale, resta la “Porta Quaranta”, alcune torri e antiche fondamenta di case e parti di mura, purtroppo demolite privando così la “Massa Storica” della propria cinta muraria (Massa Murata).
Nel X secolo Massa era posta sotto la giurisdizione dei vescovi di Luni e nel secolo successivo divenne feudo degli Obertenghi che costruirono il primo nucleo della città sul colle.
Massa, per la sua posizione strategica, è sempre stata oggetto di interesse, sia da parte della Vicaria di Lucca, che da parte delle Repubbliche di Genova e Pisa, dei Visconti di Milano, della Firenze Medicea e degli Estensi, e fu contesa poi da Francesi e Spagnoli.
Nel 1442 i “Boni Homines” di Massa affidarono alla Signoria dei Marchesi Malaspina di Fosdinovo il governo della città, che non fu ben amministrata.
Nel 1473 Cicco Simonetta, ministro del duca di Milano, cede i privilegi a Giacomo Malaspina.
L’ erede Alberico ottenne gli stessi privilegi, alla morte di Giacomo Malaspina e a
seguito di una lotta fratricida con Francesco. Con la morte di Alberico, il potere passa alla figlia Ricciarda. Ricciarda Malaspina si sposò in seconde nozze con il conte genovese Lorenzo Cibo, nipote per parte di padre del papa Innocenzo VIII e per parte di madre del papa Leone X. Dal loro matrimonio nacquero Giulio, morto nel 1548 in seguito ad una congiura, e Alberico I detto “il Grande”, che divenne Marchese di Massa dal 1557.
Nel 1553 divennero Signori di Massa e Carrara i Cybo-Malaspina. Nello stesso anno Ricciarda Malaspina muore. Alberico divenne illuminato Principe di Massa–Carrara–Moneta–L’Avenza e governò dal 1568 al 1623; da lui nacque la “Massa Nova” o “Cybea”. Si sposò con Elisabetta della Rovere, figlia di Francesco Maria della Rovere, Duca di Urbino.
Il 10 giugno 1557 i nobili che allora governavano la città discesero dall’ imponente castello per accompagnare Alberico e la diletta consorte Elisabetta a deporre la prima pietra per la costruzione di Massa Nova.
Alberico ospitò alla sua corte, importanti personaggi, tra i quali l’imperatore di Spagna Carlo V, e interpretò con saggezza e lungimiranza tutto ciò che il “Maturo Rinascimento” seppe esprimere.
Oggi la figura di Alberico rappresenta una pagina importante della “Storia Moderna Italiana”.
Le fortune dei Cybo crebbero sempre più nel tempo: furono elevati al rango di Duchi dall’ imperatore, con diritto di nomina di “Cavalieri Crociati” del Sacro Romano Impero e di conio delle monete.




